Venerdì 20 Febbraio, torno da scuola dopo una settimana estenuante, non tanto per colpa della scuola, quanto per l'ansia, che mi stringe in una morsa. L'ansia di sapere che i risultati di Intercultura stanno per uscire, la paura di non essere presi, di sapere di poter essere invasi da uno sconforto distruttivo qualora ciò accadesse.
Arrivo a casa, controllo la mail, leggo la graduatoria ma niente, il mio numero di matricola ancora non è stato inserito.
Cerco di mettermi il cuore in pace, si dice che i risultati arriveranno la settimana dopo, provo a crederci.
Mi siedo al pianoforte, cerco di imparare qualche nota in più dell'Usignolo di Liszt, mi perdo nei meandri melodici e Intercultura, come per magia, svanisce dalla mia mente.
Sono le 16.21 di pomeriggio e io sto suonando il pianoforte, quando arriva un' e-mail speciale: destinatario Intercultura.
Ignaro di tutto ciò continuo a suonare.
Essendo ormai stanco e leggermente affamato, mi dirigo in cucina a mangiare qualcosa.
Ma la mia attenzione cade sul mio cellulare, vedo una notifica di Facebook: è del gruppo AFS Italia 2015/2016; la apro e leggo :
"Sono Usciti".
Mi viene un colpo al cuore e chiamo mia madre, apriamo la mail, andiamo sul link che contiene i risultati.
THE LINK DOESN'T WORK.
Tremo dall'ansia, ogni secondo che passa il mio cervello rischia di esplodere, Intercultura evidentemente si diverte a prendermi in giro.
Ormai mi sono rassegnato a dover aspettare ancora, invece dopo qualche minuto il link funziona e riesco ad accedere alla graduatoria.
Inserisco il mio numero di matricola, che so a memoria, clicco su 'Cerca' e compare una linea sintetica che recita così:
Vincitore - Annuale - USA
Stento a crederci, rimango a bocca spalancata e solo dopo qualche secondo riesco a realizzare che il mio futuro sarà negli USA, sesta scelta, l'unico paese della mia lista in cui non mi sarei mai aspettato di finire.
Gli Stati Uniti d'America il paese dell'American Dream, il paese dei grattacieli, il paese dalle mille culture, il paese del Grand Canyon e del Far West, il paese dei fast food, dell'obesità e del patriottismo.
Tra 6 mesi sarò in America, non so ancora in quale stato, in quale famiglia, ma so che partirò, il mio sogno sta per diventare realtà e questo è il massimo che potevo sperare.
Ora voglio vivere al massimo il tempo che mi resta in Italia, ma la mia testa andrà continuamente agli States.
LA MIA AVVENTURA E' FINALMENTE INIZIATA