domenica 15 marzo 2015

Aghi, Viaggio di'Istruzione e Fancazzismo


Cari Lettori,

Scusate l'evanescenza del contenuto dei post che ho scritto ultimamente, ma sto davvero vivendo un periodo nel quale, detto papale papale, non c'ho voglia di fare una beata minchia.
Sono sempre lì lì per scrivere sul blog, ma la mancanza quasi totale di argomenti mi scoraggia ogni volta.
Mi trovo a vivere quella fase nella quale fare qualcosa sembra un'evitabile fastidio e come un cantante che dopo i primi dischi profondi e curati si dà agli ego-trips e all'autocelebrazione in stile guèpequenistico, passerò anch'io al discostarmi dal topic principale e a far ricadere il contenuto dei miei posts in un contesto più personale.

Il titolo del post evidenzia tre tematiche: avendo già parlato del fancazzismo, affrontiamo il tema AGHI.

La frequenza con cui vengo perforato da aghi è infatti vertiginosamente aumentata da quando Intercultura mi ha inviato l'informativa relativa ai vaccini necessari in America.
In realtà la vaccinazione dovrebbe essere un processo immediato e indolore, appunto, dovrebbe.
Perché quando le cose che temi di più al mondo sono i lombrichi e gli aghi, la prospettiva cambia enormemente.

"Cronaca di una vaccinazione annunciata"

Il giorno che l'avrebbero vaccinato, Stefano, l'autore di questo blog si alzò alle 7:20 di mattina per affrontare il liceo classico che frequentava.
La giornata scolastica passò, nel bene o nel male, e assaporato quello che forse sarebbe stato il suo ultimo kebab, fu menato dalla madre sua verso il luogo dove erano soliti essere somministrati i vaccini.
Reparto vaccini internazionali.
Test TBC, Antipolio, Epatite. Così recitava la sentenza

Dottoressa in carne, bionda, due occhi gelidi e un ghigno stampato in faccia che non facevano presagire niente di buono.
 
"Togliti la maglia e accomodati" disse.
Mi sedetti, ma non ero per niente comodo.
"Rilassati".
Non mi rilassai.
Scoprii il braccio, strinsi i denti e distolsi lo sguardo dalla siringa, terribile e minacciosa.
L'ago trapassò le mie braccia paralizzate, tre volte.

Sopravvissi, ma una parte di me rimase per sempre in quel reparto vaccini internazionali, piano terra, ufficio d'igiene.


Disagio.

Ok, l'ultimo punto riguarda il viaggio d'istruzione (gita) che la settimana prossima andrò a fare con la mia classe in Campania.

La partenza è prevista per lunedì mattina e il ritorno per venerdì pomeriggio, soggiorneremo a Sorrento, in una specie di villaggio-hotel-giungla piena di bungalows e alberi, visiteremo Napoli, Pompei, saliremo sul Vesuvio e il tutto si preannuncia parecchio figo.


A presto


-Ste

giovedì 5 marzo 2015

Burocrazia e cose da fare


Il tempo in cui si stava con le mani in mano, in uno stato d'attesa, che sembrava eterno, ma che si è dimostrato non esserlo, è ufficialmente finito.
A dicembre avevo ceduto la mano a Intercultura, ma ora tocca di nuovo a me agire attivamente.
Devo dire di essere particolarmente contento perché tenere tanto a qualcosa e non potere fare niente perché quel qualcosa si realizzi è snervante, credetemi.
Ok, non devo più sfogliare cataloghi di vari paesi del mondo per scegliere quello in cui mi sarebbe piaciuto vivere, scrivere lettere o selezionare immagini da spedire alla mia famiglia ospitante, ma solo l'emozione di poter fare qualcosa riguardo al tuo fantomatico anno all'estero basta e avanza.
Infatti Intercultura mi ha appena contatto per informarmi riguardo a pagamenti, vaccinazioni, passaporto, roba che farò al più presto e che in parte ho già fatto.
Quindi niente, per il resto è regolare, oggi ho balzato scuola perché c'era autogestione e farò lo stesso domani, ogni tanto mi faccio qualche viaggio pensando all'America e bon.

Peace